La Rete Sentieristica delle Colline di Scandicci

La “sottosezione CAI di Scandicci”, in collaborazione con la

“Proloco di San Vincenzo a Torri Colline Scandiccesi”, 

ha reso fruibili 60 Km di sentieri sulle colline di Scandicci

 

Un po’ di storia

  • Inverno 2016 ... 2017 – Studio dei percorsi e tracciatura GPS.
  • Luglio 2017 – Presentazione al Comune di Scandicci del Progetto definitivo della Rete Sentieristica.
  • Giugno 2018 – Accordo preliminare con il Comune di Scandicci per iniziare la pulitura e la segnatura del sentiero 730, ex sentiero 0, che unisce Tavarnuzze con Lastra a Signa.
  • Inizio agosto 2018 – Firma della convenzione formale, fra il Comune di Scandicci e la nostra sottosezione, per la realizzazione dell’intera rete sentieristica, come da progetto.
  • Ottobre 2018 – Durante la Fiera di Scandicci, presentazione pubblica dell’intera rete sentieristica ed escursione da Lastra a Signa a Tavarnuzze, sul sentiero 730, già ben ripulito e segnato.
  • Novembre 2018 – Sottosezione CAI e Proloco San Vincenzo a Torri Colline Scandiccesi si accordano per far realizzare, a D.R.E.AM Italia, la Carta Escursionistica dei Sentieri.
  • Primo maggio 2019 - La Rete dei Sentieri è pronta, pulita e completa di segnaletica orizzontale e verticale. La Carta Escursionistica, in scala 1:15000, è realizzata e acquistabile. Organizzata la presentazione “ufficiale” con escursione su alcuni sentieri e “festa” al Poggio la Sughera, nella sede della Racchetta, alla presenza del sindaco e assessore e con concerto finale del Coro della Martinella.

 

Le origini

All’inizio degli anni ottanta, del secolo scorso, gli amici Ghiberto Piccini e Aldo Benini, insieme ad altri, tutti del CAI di Firenze, progettarono e realizzarono la segnatura orizzontale del sentiero 0 (zero, così lo chiamarono) per unire Lastra a Signa a Tavarnuzze, passando sul crinale delle colline Scandiccesi e toccando le cime più alte, quali: la Sughera, che sfiora i 400 metri, Poggio Valicaia e la Poggiona, poco più basse. Il sentiero di fatto finiva sulla via Volterrana, nei pressi del Poggio  alle Monache e per arrivare a Tavarnuzze bisognava percorrere un bel tratto di strada asfaltata.

Il sentiero “zero” era diventato il “nostro sentiero”, ogni tanto si passava a ripulire e rinnovare i segni bianco rossi. Avevamo anche coinvolto, nel maggio 2010, gli studenti americani della Harding University, che ha sede sulle colline di Scandicci; ma non si era mai trovato tempo e modo per andare oltre, nemmeno per completare il tratto verso Tavarnuzze.

Poi, nell’inverno 2016 - 2017, ci convocò l’assessore al turismo, Fiorello Toscano, del comune di Scandicci e ci incaricò, insieme alla Proloco di San Vincenzo, di progettare una rete sentieristica sulle belle colline di Scandicci. Noi, anche con la collaborazione dell’amico Stefano Entradi che è stato membro della commissione regionale dei sentieri del CAI, abbiamo lavorato molto e seriamente e il risultato, tangibile, è quello inaugurato formalmente il primo maggio del 2019:

  • Il sentiero “zero”, diventato 730, unisce Lastra a Signa con Tavarnuzze, riducendo al minimo i tratti su asfalto.
  • In totale sono dodici i sentieri tracciati, numerati dal 730 al 740, compreso il raccordo 732A.
  • Tutti i sentieri sono provvisti di segnaletica orizzontale e verticale (cartelli su pali) e ben mantenuti.
  • E’ stata realizzata la carta escursionistica della zona, con scala 1:15000, quindi molto dettagliata.

  

L’ambiente

 “La Sughera”, “Poggio La Leona”, “Montelepri”, “Monte Cioppoli”, “Mulinaccio”, toponimi non molto conosciuti, ma che incuriosiscono. Tutti quanti si riferiscono a località delle colline di Scandicci, territorio affascinante che conserva ancora  la memoria delle trasformazioni che nel corso dei secoli l'uomo vi ha operato rispettando la natura del suolo e le sue caratteristiche.

Il territorio, come detto, conserva tracce della sua origine geologica, con l'affiorare qua è là del macigno che consiste nella formazione rocciosa prevalente quando queste terre sono emerse dal mare fra la fine dell'Era Terziaria e il Quaternario. Il paesaggio attuale è dovuto anche a forze che hanno agito più discretamente rispetto all'immane sollevamento della catena appenninica dal mare: le piogge, il vento, il ghiaccio che hanno smussato, arrotondato, levigato il nostro paesaggio collinare che ha assunto così un profilo morbido e ondulato, con lievi pendenze e ampie valli soleggiate. L’opera dell’uomo gli ha dato un volto nuovo tagliando in parte le foreste e creando campi coltivati in un armonico insieme di alberi e seminativo.. Le ville, le case, spesso circondate da giardini o filari di cipressi, sorgono sparse nelle fattorie e sui poderi e sono il risultato di un processo secolare di colonizzazione della campagna che ha visto in passato l’affermarsi della proprietà privata e della mezzadria.“.

Anche le colline di Scandicci hanno vissuto intorno agli anni cinquanta l'abbandono della terra da parte dei contadini alla ricerca di una vita meno dura e più remunerativa. Ma le fattorie hanno continuato l'attività agricola mentre dalla città, successivamente, altri si sono spostati in collina ristrutturando case coloniche, fienili, annessi agricoli appartamenti riportando vita e bellezza in questi luoghi

I percorsi proposti

Molti sono i luoghi, fattorie e chiese che è possibile scoprire percorrendo i sentieri della nostra rete e lo spazio a disposizione non ci permette di descriverli tutti, ma sul retro della carta escursionistica abbiamo inserito, in modo abbastanza dettagliato, suggerimenti su percorsi e anelli, che consentono di riscoprire angoli e storie del territorio del comune di Scandicci, non sempre conosciuti e di avere indicazioni su gli elementi salienti del territorio.

Il sentiero 730, di cui abbiamo già parlato, rappresenta la dorsale da cui si dirama la maggior parte dei rimanenti sentieri che fanno parte della rete sentieristica delle colline di Scandicci ed è anche una bella escursione di una giornata che può essere effettuata senza ricorrere ai mezzi di trasporto privati in quanto i punti iniziale e finale sono comodamente serviti dai mezzi pubblici (FS e ATAF).

Percorriamo poi il sentiero 731 per scoprire l'affascinante struttura del Mulinaccio, mulino costruito a sbarrare il borro dei Lami, ora in stato di abbandono e pericolante; oppure risaliamo il versante della Pesa lungo il sentiero 738 cercando di ripensare alla battaglia dell'estate del 1944 che vide di fronte le truppe tedesche a difesa del fronte a ovest di Firenze e quelle Maori i cui caduti sono ricordati nel monumento che si trova nel viale all'ingresso della fattoria di San Michele a Torri.

Percorriamo il sentiero 732, poco dopo la chiesa di Santa Maria a Marciola, per incontrare il cippo che ricorda i prigionieri austriaci della guerra 1915-18 che furono impiegati nella costruzione delle strade che collegano, passando per Scandicci, la valle dell'Arno a quella della Pesa.

Saliamo fino a Casignano per scoprire il reticolo di strade selciate che, fino dall'antichità, costituivano il percorso obbligato per unire le due vallate dell'Arno e della Pesa per scoprire la Grotta di San Zanobi o il borgo di Mosciano ma anche per "ammirare" il relitto di un'auto (forse una Opel Rekord) abbandonata lungo il sentiero 735 e che oramai fa parte dell'ambiente.

Per concludere

I sentieri continuano a essere ben mantenuti, per garantirne una buona percorribilità, con una lotta quasi continua con rovi, erba e caduta di alberi secchi, ma ci piace immaginare che fra un giorno, un mese o un anno, un assessore o sindaco dei comuni limitrofi ci chiami e ci chieda di progettare un’altra rete di sentieri, magari collegata con quella di Scandicci,  e così via con gli altri comuni, fino a raccordarsi  con i sentieri già esistenti nel Chianti Classico e poi fino a Siena.  Per scoprire così, a piedi, nel modo più naturale e antico, la bellezza che ci circonda e non distruggerla.

Ci auguriamo che non sia solo un sogno, noi abbiamo iniziato e possiamo anche continuare!